Piano sequenza: come girarne uno

Giovanni Centrella 21 gennaio 2016
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Il piano sequenza è una di quelle tecniche di ripresa da sempre oggetto di discussioni. Impariamo a girare con questa tecnica così coinvolgente!

Dopo il recente rilascio di Birdman, film di Alejandro Iñárritu, la tecnica del piano sequenza è tornata alla ribalta delle cronache. In realtà il film è girato con una sapiente miscela di piccoli spezzoni che, abilmente montati, danno l’impressione che si tratti di un’unica scena senza soluzione di continuità. Con un po’ di pratica e di preparazione potremo girare anche “in casa” questo tipo di scene replicando questa emozionante e coinvolgente tecnica.

Nella tradizione cinematografica grandi registi come Hitchcock, Godard, Scola, De Palma e molti atri hanno utilizzato la tecnica del piano sequenza per dare alle scene dei propri film una sensazione di fluidità e continuità. In questo articolo daremo qualche indicazione per cimentarci nella ripresa di un piano sequenza “puro”, senza montare gli spezzoni con trucchi di post produzione, per ottenere effetti simili alle scene di “Nodo alla gola” o “Birdman“.


Piano sequenza - Nodo alla golaCome e perchè

Il piano sequenaza è stato spesso utilizzato nella cinematografia per trasmettere un senso si fluidità alla scene, infondere l’atmosfera di un ambiente specifico come gli spazi angusti dei backstage di Birdman o per aumentare la tensione dello spettatore, negandogli la possibilità di riprendere fiato attraverso i cambi di inquadratura e i conseguenti tagli. I registi usano, inoltre, il piano sequenza per riuscire a girare un intero film in una sola ripresa. Mettendo da parte i trucchi, per ora, la difficoltà principale del piano sequenza sta nella precisione, la preparazione e la perfezione. Girare scene di 90 o più secondi può essere fastidioso e frustrante se qualcosa non va per il verso giusto durante la ripresa. Ripartire da capo per girare le scene sbagliate può essere molto costoso e può costringere i registi a desistere dall’utilizzare questa tecnica. Tuttavia, con la giusta quantità preparazione e un po’ di fortuna, un piano sequenza può essere un modo per far effettivamente risparmiare tempo e dare un interessante tocco stilistico in più alle nostre riprese.

Il tipo di impianto audio, luci e il tipo di macchina da presa influenzeranno notevolmente l’itinerario. È indispensabile programmare con cura i movimenti che abbiamo intenzione di far fare alla nostra macchina da presa in conseguenza all’ambiente.

Per girare un piano sequenza può essere utile entrare nell’ottica delle macchine di Rube Goldberg, quelle macchine complesse che servono a realizzare azioni semplici. Questo tipo di macchine eseguono una serie di azioni in rapida successione, pensiamo di essere all’interno di una di queste quando staremo girando le nostre scene. Teniamo sempre presente che ogni passo della ripresa deve lavorare per il passo successivo. Se non siete abituati a lavorare con uno script questa volta dovrete provvedere a fare almeno alcune pianificazioni. Pensate ai movimenti che desiderate ottenere dai vostri attori mentre parlano e iniziate a visualizzare l’itinerario da percorrere. Il tipo di impianto audio, luci e il tipo di macchina da presa influenzeranno notevolmente l’itinerario. È indispensabile programmare con cura i movimenti che abbiamo intenzione di far fare alla nostra macchina da presa in conseguenza all’ambiente. Se volete rendere la sensazione di essere all’interno della scena utilizzate gimbals, rig o steadycam. Queste attrezzature sono estremamente versatili in ambienti piccoli e aiutano a restituire allo spettatore la prospettiva di chi sta camminando nella scena.

Una sequenza di composizioni
A questo punto dovremo essere in grado di avere in mente ciò che desideriamo far vedere ai nostri spettatori durante questo percorso. Quando siamo alle prese con un piano sequenza è fondamentale premeditare tutte le inquadrature che intendiamo ottenere, in questa fase della progettazione sceglieremo le inquadrature che più ci piacciono e le uniremo tutte per avere una “brutta copia” di quello che sarà il prodotto finale. Una volta progettato il percorso e messo su carta è il momento di ripassare i vari movimenti con gli attori, utilizzando gli schizzi della scena per sincronizzare attori e camera potremo iniziare la progettazione di luci e strumenti per la ripresa del suono.  Fate sempre attenzione a girare attorno ad oggetti e personaggi, le luci diventeranno molto difficili da nascondere e l’illuminazione potrebbe non essere sempre ottimale. Catturare il suono è, invece, più semplice. Potremo facilmente nascondere dei microfoni wireless sui nostri attori e utilizzare un microfono tipo fucile per avere un audio di backup.

 

Marcare i punti del percorso
Ora che abbiamo programmato l’intera sequenza si può iniziare ad effettuare alcune riprese di prova. Percorriamo l’itinerario più volte in modo che tutti sappiano con esattezza in quali punti del percorso posizionarsi con le tempistiche appropriate e seguendo sempre la telecamera. Non abbiate paura di girare qualche scena extra alla fine della ripresa, se non si è troppo legati alla realizzazione di un unico piano sequenza potremo utilizzarle in seguito o tenerle come backup nel caso qualcosa dovesse andare storto. In fase di montaggio un taglio può salvare una scena da errori “invisibili” mentre si stava girando. Una volta terminata la prova, provate ancora finchè non raggiungerete la perfezione! L’ultimo consiglio che possiamo mettere in pratica è quello di riprendere sempre anche le prove in modo da avere del girato extra da montare, con i tagli nei punti opportuni potremo ottenere l’effetto del piano sequenza anche con più riprese. Se saremo fortunati riusciremo a riprendere il recitato con più naturalezza della “versione definitiva“.

Category: Tutorial
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