Piano sequenza: tecniche di post produzione

Giovanni Centrella 25 gennaio 2016
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Dopo aver visto come girare un video in piano sequenza analizziamo quali possono essere i trucchi per ottenere lo stesso effetto in post produzione.

Abbiamo visto, in un precedente articolo, come girare un piano sequenza puro, senza tagli in fase di ripresa. Ci sono situazioni, però, in cui effettuare un unico ciack può non essere la strada per il nostro video. Potremmo aver bisogno di inserire effetti speciali o, più semplicemente, gli spazi e i tempi di cui abbiamo bisogno non sono ricreabili in una singola ripresa. Birdman è uno di quei film da cui trarre ispirazione in questi casi.

birdman-set

Semplicemente guardando il film di Alejandro Iñárritu ci rendiamo conto che non è stato sicuramente possibile girare tutto in un unico piano sequenza. La storia si svolge in un arco temporale ed in una serie di location difficilmente filmabili in un solo ciack, per non parlare di alcuni effetti speciali. Quindi come è stato possibile far sembrare tutto un unico piano sequenza?

La risposta è, in realtà abbastanza semplice. È “bastato” scomporre le riprese con dei trucchi di ripresa. Cerchiamo di vederne qualcuno.

La ripresa

Il primo e, probabilmente, più creativo è l’utilizzo del pan. È possibile utilizzare questa tecnica sia in fase di ripresa che in post produzione. Esattamente nel momento in cui desiderate tagliare la clip, e riprendere poi a girare da quel punto, effettuate un movimento di camera (pan) abbastanza veloce. In questo modo, sfruttando l’effetto mosso della ripresa, sarete in grado di iniziare una nuova clip partendo da un movimento simile a quello alla fine della precedente, nella stessa direzione, un po’ come se voleste continuare quel movimento.

Un’altra tecnica, ancora più semplice, è quella di terminare le clip con un colore a tinta unita. Molto frequentemente si utilizzano il bianco o il nero. Utilizzerete il banco se avrete intenzione di effettuare il taglio su una fonte luminosa, ad esempio rimanendo abbagliati da una luce entrando in una stanza luminosa. Al contrario il nero è utilizzato quando “oltrepasserete” una parete o in caso di un “black out”. In maniera ancora più creativa potrete tagliare la scena su una tinta unita utilizzando uno dei personaggi della vostra storia e facendolo passare esattamente d’avanti all’obiettivo.

Se siete leggermente più ferrati in materia di post produzione potrete azzardare anche due riprese con la stessa inquadratura e con un’illuminazione almeno simile. In questo caso riprenderete su un lato dell’inquadratura per il primo spezzone e poi sull’altro nel secondo spezzone, utilizzando una maschera e sovrapponendoli in post produzione. Apparirà tutto continuo e fluido, però, solo se nessun elemento oltrepasserà la linea centrale dove deciderete di ritagliare l’inquadratura in post produzione.

L’editing

Ora che avete tutto il girato necessario sarete in grado di ricomporre il vostro piano sequenza in post produzione. Saprete esattamente quale spezzone andrà montato ed in che modo montarlo. Un altro work flow potrebbe essere quello inverso: sceglierete prima il tipo di montaggio da utilizzare e poi girare gli spezzoni in funzione del montaggio.

Il montaggio in post produzione dovrebbe essere abbastanza semplice, a patto di aver girato con precisione ogni scena ed aver predisposto i tagli in maniera accurata. Per quanto riguarda le scene fisse o quelle dove si utilizza la tinta unita dovrebbe bastare anche il solo accostamento del girato nella timeline del vostro software di montaggio, senza particolari accorgimenti. Se dovesse servire è possibile aggiungere una dissolvenza incrociata per ammorbidire il passaggio da una clip all’altra. Ora non rimane che controllare che tutte le scene abbiano gli stessi colori e lo stesso bilanciamento del bianco così da poter risultare un’unica ripresa, eventualmente fosse necessario effettuare una color correction.

Prendiamo in considerazione le clip girate con la tecnica del pan. Oltre ad utilizzare tutto il flusso di lavoro di cui abbiamo appena parlato potrebbe essere necessario aggiungere un effetto tipo motion blur in modo da aiutare la transizione alla scena successiva.

Un ultimo trucco è quello di inserire sempre dell’audio che sia continuo. Distrarrete così lo spettatore dall’editing mascherando ulteriormente i tagli.

Category: Tutorial
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Giovanni Centrella

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