Transizioni, quale usare?

Giovanni Centrella 18 dicembre 2015
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transizioni movie maker

Ci sono solo due tipi di transizioni di cui avete bisogno: tagli netti e dissolvenze. Sicuri?

Nonostante il vostro programma di editing sia sicuramente dotato di una miriade di tipi di transizioni da quelle a stella ai cubi rotanti, si potrebbe passare tranquillamente tutta la vita ad utilizzare solo la dissolvenza classica. La maggior parte dei professionisti non vede di buon occhi l’utilizzo di transizioni più elaborate giudicandole intrusive e di cattivo gusto. Questo però non significa che in alcune circostanze l’utilizzo di alcuni passaggi insoliti sia da giudicare “scandaloso“.

Come ci siamo spesso detti tutto dovrebbe essere calcolato e pianificato nell’editing di un video, dalla musica ai tempi e alle transizioni. I tagli netti sono spesso i preferiti per la transizione da un’inquadratura all’altra essendo i meno invadenti e quindi i più usati. Tutti gli altri tipi richiamano molto l’attenzione e vanno quindi usati in maniera molto oculata e ponderata. Il problema maggiore è che le transizioni più insolite vengono utilizzate solo perchè sono nella lista del programma di editing e vistavate annoiando. Un buon editor deve far leva sul proprio bagaglio culturale e sul contesto del progetto riuscendo a valorizzare anche le transizioni più invasive. Alcune volte una transizione sopra le righe può essere un valore aggiunto per il vostro lavoro dal punto di vista stilistico.

Non ci sono regole assolute e ci sono momenti in cui qualcosa di diverso da un taglio può aiutare a raccontare la storia del vostro video. I tagli sono il tipo di transizione più comune nella cinematografia, ma non tutte le produzioni sono uguali e ci sono generi che hanno regole molto diverse. I video da cerimonia sono tra questi, spesso si usano animazioni già pronte e le transizioni più insolite e i clienti se ne innamorano letteralmente. Un altro esempio sono gli spot pubblicitari, in 30 secondi è necessario veicolare il messaggio del committente e in quel non sarebbe strano utilizzare una transizione a scintilla per passare dall’immagine di un pavimento sporco ad uno pulito. Si riesce a risparmiare tempo e a trasmettere allo spettatore immediatamente chiaro il messaggio dello spot.

 

Altri esempi di transizioni insolite li possiamo trovare in diversi lungometraggi come “Scott Pilgrim vs the World“, “300” e “Sin City” con tecniche che attingono a piene mani dal mondo dei videogames, ma anche in film come “Flash Gordon“, i film di Kurosawa e persino in “Guerre Stellari” di George Lucas dove l’uso creativo delle transizioni è molto frequente.

Dissolvenze e tagli saranno le uniche transizioni a rimanere sempre valide, le altre vanno a vengono a seconda del momento storico. Magari l’uso di transizioni più azzardate può farvi diventare dei pionieri nel montaggio ma molto più probabilmente vi serviranno solo per delle date produzioni. Il modo migliore per evitare di utilizzare tagli, dissolvenze e transizioni fuori luogo è prestare sempre attenzione al trend del momento e a cosa ci si aspetta da quel montaggio. L’unica maniera per rendersi conto di cosa ci circonda e di come poter utilizzare al meglio le transizioni è guardare il lavoro di gran parte dei vostri colleghi, leggere recensio, passare il tempo du YouTube e tenersi sempre aggiornati.

 

Category: Toolbox
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Giovanni Centrella

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Comments (1 people commented this post)

  • L'arte del montaggio: il taglio - Videomaker Toolbox

    18 febbraio 2016 Reply
    […] basta farlo nel modo più semplice. Proprio a questo proposito il taglio è la più semplice delle tecniche di transizione ma anche la più efficace. Un bravo editor conosce sempre alla perfezione quale prodotto sta […]